IL DIGIUNO INTERMITTENTE

Da sempre il digiuno è considerato una pratica indispensabile sia dal punto di vista igienico che religioso e le due cose spesso sono strettamente interconnesse. E’ solo negli ultimi anni che questi corretti insegnamenti non vengono più seguiti. A partire dalla religione cattolica che prescriveva il digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo e il “Venerdì di magro” ovvero l’astinenza dalle carni nella giornata del venerdì, tutte le grandi tradizioni spirituali, hanno promosso pratiche di digiuno: i musulmani digiunano dall’alba al tramonto durante il mese di Ramadan, nella tradizione brahminica e yogica il digiuno è sentito come una necessità religiosa, oltre che come una necessità igienica, per il Buddhismo il digiuno non è una pura manifestazione esteriore ma una forma di disciplina interiore, che serve a liberare la mente e a raggiungere un più alto livello di spiritualità. La scienza oggi ha dimostrato chiaramente quello che le tradizioni sapienziali hanno da sempre sostenuto.

Il nostro organismo è stato programmato per poter sopportare lunghi periodi di digiuno: i nostri antenati non sempre riuscivano a procurarsi il cibo tutti i giorni e quindi dovevano poter essere attivi fisicamente e mentalmente anche a stomaco vuoto per poter cacciare, pescare, raccogliere.

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Questi tempi sono lontanissimi almeno per noi che, al giorno d'oggi, abbiamo il problema opposto: troppo cibo (di cattiva qualità) e sempre a portata di mano. Il digiuno consente agli organi e alle cellule di “riposare” e di fare “pulizia”. Infatti quando le sostanze nutritive scarseggiano a livello cellulare vengono utilizzati come fonte energetica organelli “difettosi”, materiale di accumulo e anche gli odiosi depositi di grasso vengono finalmente intaccati. Non dobbiamo dimenticare che in questi depositi di grasso si accumulano anche molti dei “veleni” che assumiamo mangiando, bevendo e respirando. Liberandoci del grasso e dei depositi quindi, ci purifichiamo.

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​Ultimamente si parla moltissimo di digiuno, di digiuno intermittente, di digiuno terapeutico ma molto spesso se ne parla a sproposito e senza cognizione di causa.

Purtroppo mi è capitato di ascoltare qualcuno che orgogliosamente mi diceva di praticare il digiuno intermittente 8/16 (ovvero 16 ore di digiuno e 8 ore in cui si può mangiare) scegliendo come intervallo di 8 ore dalle 13.30 alle 21.30 ovvero un bel pranzo, merenda/aperitivo e cena verso le 20.30. Questa interpretazione, largamente diffusa e che si adatta perfettamente al nostro modo odierno di vivere e lavorare, dove la cena è diventata il pasto principale perché quasi sempre è l’unico in cui tutta la famiglia è riunita, non rispetta sicuramente i ritmi circadiani del nostro organismo. Sembra insomma una scelta “di comodo”.

Il modo più naturale per attuare il digiuno 8/16 è saltare la cena. Una colazione abbondante verso le 8-8.30, uno spuntino mattutino soprattutto se l’intervallo tra colazione e pranzo è molto lungo, un pranzo meglio se a base di piatto unico: cereali, proteine, verdure e frutta e una merenda verso le 16-16.30 ci consentono di digiunare nel modo più salutare, eventualmente anticipando tutto di un’ora qualora ci si alzasse prima al mattino.

Durante le ore di digiuno è importante bere molto, soprattutto tè, infusi, tisane.

Consiglio di effettuare questo tipo di digiuno 1 volta a settimana.

Digiuni più lunghi come quello di 24 ore, effettuato saltando sia pranzo che cena o quello di 36 ore in cui ci si astiene dal cibo per l’intera giornata devono essere praticati durante il week end, non certo durante la settimana lavorativa. Sono comunque da effettuare  in modo consapevole bevendo molto, e possibilmente affiancando al digiuno una blanda attività fisica (passeggiate nel verde), letture ispirative, yoga, meditazione. In questo modo accanto al digiuno fisico si attua anche un digiuno “emozionale” molto utile in questi tempi di abbuffate mediatiche.

Consiglio di effettuare questo tipo di digiuno 1 volta ogni 1-2 mesi anche a seconda dei risultati in termini di benessere e non solo di perdita di peso.

Il digiuno intermittente è assolutamente sconsigliato a bambini e adolescenti sia dal punto di vista fisico: stanno crescendo! Sia dal punto di vista psicologico per non innescare pericolosi disturbi del comportamento alimentare