I 7 RESPIRI CONSAPEVOLI

Il respiro coincide nell’immaginario individuale, nell’inconscio collettivo, nelle tradizioni millenarie, negli archetipi e nei miti con la vita stessa. La prima inspirazione è quella che ufficialmente ci dichiara individui viventi (anche se tutto è iniziato circa nove mesi prima!) e l’ultima espirazione è quella che segna il nostro lasciare la scena di questa vita.

In moltissime religioni è Dio stesso che dona il suo “soffio vitale” all’uomo infondendogli così la vita.

La respirazione è anche l’unica funzione vitale spontanea che possiamo in qualche modo controllare con la volontà, a differenza del battito cardiaco ad esempio, che viene alterato da eventi ed emozioni esterne ma non consapevolmente.  Il respiro può essere regolato in profondità e lunghezza e può essere trattenuto anche se entro certi limiti.

Esiste uno stretto rapporto tra respirazione profonda e intensa e il raggiungimento di stati superiori di coscienza. Questa proprietà del respiro è conosciuta da millenni ed è alla base di moltissime filosofie millenarie che l’hanno utilizzata proprio in questo senso. Oggi le neuroscienze stanno confermando quello che i nostri predecessori avevano intuito con saggezza empirica.

Rivolgere l’attenzione al respiro e respirare consapevolmente ci consente innanzitutto di vivere il presente come unica vera realtà. Nella società odierna infatti viviamo costantemente proiettati nel futuro oppure rivolti con rimpianto al passato. Il respiro consapevole ci permette di contattare il nostro io più profondo e di ritrovare la centratura anche in momenti di grande ansia, rabbia, dolore.

Perché non impiegare questo formidabile strumento per trovare sollievo durante gli attacchi di “fame nervosa”?

Occorrono circa 3 minuti:

Facciamo in modo di non essere disturbati, sediamoci con la schiena eretta, i piedi ben piantati a terra e chiudiamo gli occhi. Rivolgiamo poi la nostra attenzione al respiro: all’aria che entra ed esce dalle nostre narici. L'aria è più fresca quando entra e più tiepida quando esce. Immaginiamo che durante l'inspirazione insieme all'aria entri luce che ci purifica e durante l'espirazione escano tutti i nostri pensieri disfunzionali, le pesantezze  e le preoccupazioni.

Contiamo 7 respiri sempre più lenti: la nostra attenzione deve essere focalizzata esclusivamente sul respiro. Ovviamente i respiri possono diventare 14-21-28…purchè l’attenzione rimanga focalizzata.

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Questa è la parte pratica che può essere impiegata da chiunque, ovunque e a qualunque ora del giorno e della notte. Il grosso vantaggio è che può essere utilizzata a prescindere dal motivo scatenante l’attacco di fame (le cui radici andranno certamente indigate con tempi e modi adeguati e che esulano dalle mie competenze) possiamo considerarlo come una sorta di pronto soccorso immediato.

Le difficoltà sono due:

-   ricordarsi di avere a disposizione questa risorsa in un momento in cui ovviamente non siamo molto “presenti”. Per risolvere questo problema ricordatevi che in tanti mi chiedete: “dottoressa cosa posso mangiare quando mi viene l’attacco di fame nervosa?” ed io da buona nutrizionista dovrei dirvi sedano, finocchi, carote che in un momento in cui uno cerca consolazione nel cibo non sono esattamente soddisfacenti! Ecco, quando vi vengono “i 5 minuti” pensate al finocchio, fatevi una risata e sedetevi a respirare!!!

-   la seconda difficoltà è anche quella più insidiosa: la vostra mente cercherà in tutti i modi di distrarvi…il segreto è non arrabbiarsi e non prenderla di petto. Siate presenti, riconoscete la sua interferenza e ritornate a concentrarvi sul respiro finchè non vi sentite di nuovo centrati su di voi e sul momento presente lasciando fuori i mille problemi di passato e futuro!