IL MICROBIOTA: UN PERSONAL TRAINER DAVVERO PERSONALIZZATO

Recenti studi destinati a rivoluzionare la nostra visione della medicina hanno dimostrato che c’è un legame diretto tra alimentazione e il nostro stato di salute/malattia. Non è certo una novità: Ippocrate lo aveva sancito 2500 anni fa con la celebre frase che ha ormai fatto il giro del mondo: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. La vera grande  novità, l’intuizione che è stata definita la scoperta del millennio è che non è il nostro organismo a mediare il processo di elaborazione cibo-malattia o cibo-salute bensì un insieme di microrganismi che abitano e convivono con noi dalla notte dei tempi: la flora batterica intestinale oggi chiamata microbiota intestinale. Questo è stato illuminante per due motivi: il primo perché, anche se per alcune malattie la correlazione cibo-patologia era già chiaro da tempo (obesità, diabete, malattie cardiovascolari, cancro, ecc.), mancava comunque un anello della catena per poter capire come un tipo di alimentazione potesse portare ad un certo tipo di malattia. Il secondo perché si è evidenziato un rapporto tra flora batterica intestinale (e quindi alimentazione) e malattie apparentemente non collegate all’intestino come autismo, asma, depressione, ansia, sclerosi multipla, artrite reumatoide, ecc. Inoltre dobbiamo tener conto del fatto che proprio a livello della mucosa intestinale e con la partecipazione del microbiota si determinano le condizioni per lo sviluppo di allergie e intolleranze alimentari.
Ma come è possibile tutto ciò? Dobbiamo considerare che il numero di microrganismi presenti nel nostro intestino è circa dieci volte il numero delle cellule che costituiscono il nostro corpo (circa 1.5 Kg di peso!!!) e che il materiale genetico contenuto in queste cellule è circa 100 volte maggiore del nostro materiale genetico! L’insieme dei geni di tutti questi microrganismi chiamato microbioma intestinale costituisce un vero e proprio secondo genoma che interagisce con i nostri geni e addirittura ci conferisce la capacità di realizzare funzioni che altrimenti ci sarebbero precluse.
Da circa un decennio gli scienziati si danno da fare per comprendere a fondo il ruolo di questi compagni di viaggio e nel 2007 negli Stati Uniti è nato lo Human Microbiome Project con l’intento iniziale di sequenziare il microbioma di individui diversi per creare un database di riferimento delle sequenze genomiche microbiche. Questo ha consentito di creare delle correlazioni tra caratteristiche della flora batterica intestinale e popolazioni e in un secondo tempo anche di studiare il rapporto tra un certo tipo di flora batterica e lo stato di salute e malattia. Grazie a quest’ultima analisi davanti ai ricercatori si è davvero spalancato un mondo nuovo e affascinante. Se ci pensiamo bene infatti, il tipo di flora batterica intestinale di un individuo dipende essenzialmente dal tipo di dieta seguita da quell’individuo. Poiché i batteri si nutrono esclusivamente di ciò che noi mangiamo, essi vengono selezionati in base alla loro capacità di sopravvivere ad una determinata alimentazione. Da queste considerazioni gli studiosi sono riusciti ad identificare diversi "enterotipi" che si differenziano tra loro sulla base delle diverse tipologie di microbiota intestinale e che si associano a specifici comportamenti alimentari. Molto semplicemente se mangiamo cibo sano avremo batteri “buoni” se mangiamo cibo “spazzatura” avremo batteri “cattivi”. Da tali considerazioni nasce l’esigenza di trovare metodi efficaci per selezionare un microbiota equilibrato attraverso una corretta alimentazione e attraverso l’assunzione di probiotici e prebiotici; questo significa infatti, riuscire a modificare a nostro vantaggio un microbiota portatore di patologie.
Come una flora batterica intestinale in forma aiuta a ritrovare e mantenere un giusto peso corporeo
Uno degli argomenti su cui i ricercatori hanno maggiormente concentrato i loro studi è sicuramente quello riguardante sovrappeso, obesità e malattie metaboliche e alcuni risultati sono davvero sorprendenti! Sembra infatti che il microbiota sia in grado di controllare la quantità di energia che viene assorbita oppure eliminata dal nostro organismo, questo significa che, a seconda del tipo di microrganismi presenti nel nostro intestino, assimiliamo più o meno calorie dai cibi introdotti con la dieta! Certi casi difficili, in cui davvero, nonostante grossi sforzi, non si riesce a perdere peso potrebbero essere dovuti ad una sorta di “infezione” intestinale instauratasi grazie ad una cattiva alimentazione che ha selezionato i batteri sbagliati!
Alla luce di questi risultati sembra determinante, prima di iniziare un efficace programma dimagrante, “resettare” il proprio microbiota e...…una volta raggiunto il peso forma prendersene cura perché a nulla sarà valso selezionare le specie microbiche "snelle"” se tornando ad una cattiva alimentazione le uccidiamo a favore di quelle "ingrassanti"! Lo stesso discorso vale anche dopo essersi sottoposti ad un trattamento estetico di riduzione delle adiposità, anche in questo caso infatti è necessario intervenire sul microbiota perché ci aiuti a mantenere la forma così faticosamente raggiunta!!!
Ma come si fa a “resettare” il microbiota?


Il nuovo Programma Intestino Sereno da me proposto in collaborazione con la Dott,ssa Scaccabarozzi si propone, tenendo conto dei dati scientifici emersi finora, di realizzare questo obiettivo in tre semplici passi:

 

  1. Eliminare una flora batterica potenzialmente nociva instauratasi attraverso una dieta scorretta, all’uso eccessivo di antibiotici, all’utilizzo di norme igieniche eccessive, ecc.

  2. Ricostruire grazie ad un primo tipo di dieta appropriata e all’ausilio di probiotici e prebiotici un microbiota in buona salute, il più simile possibile a quello che si è visto essere l’enterotipo più  sano in assoluto: quello appartenente agli individui di una popolazione africana di cacciatori/raccoglitori

  3. Mantenere nel tempo questo tipo di flora batterica intestinale sempre grazie ad un’alimentazione corretta e a consigli igienico-comportamentali che consentano al micobiota di prosperare in salute. In questo modo, non solo saremo in grado di perdere per sempre  i chili di troppo e a metterci al riparo dalle malattie metaboliche, ma saremo soggetti ad ulteriori piacevoli “effetti collaterali”.

Innanzitutto sarà l’intestino a beneficiare di questo cambiamento con un miglioramento di eventuali malattie infiammatorie del tratto digerente. In secondo luogo avremo un sistema immunitario più forte e quindi saremo meno soggetti ai malanni di stagione ma anche alle malattie autoimmuni; ne beneficerà anche il nostro umore visto che una “cattiva” flora batterica intestinale è stata associata a stati d’ansia e depressione. Insomma la scelta dei “giusti compagni di viaggio” rende il cammino sicuramente più lungo e piacevole!

Per saperne di più sui progressi italiani del microbiota consultate le pagine del Progetto Microbioma Italiano

Dott.ssa  Simona Magagnin - 335 8334837 - info@simonamagagnin.it

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